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Elettricità da rinnovabile: il nucleare è superato

Negli US la primavera ha visto trionfare l’elettricità da rinnovabile a discapito del nucleare.

I primi di luglio, come ogni mese, l’EIA*  ha reso noti i risultati sul consumo di energia negli Stati Uniti. Il risultato più sorprendente è che la produzione mensile di elettricità da rinnovabile supera il nucleare per la prima volta dal 1984. In particolare questo è avvenuto nei mesi di marzo e aprile, come riflesso della crescita stagionale delle fonti rinnovabili. Non solo però. Il risultato dipende anche dalla programmata manutenzione degli impianti nucleari che avviene nei mesi primaverili e autunnali, quando la domanda elettrica complessiva è inferiore.

L’incremento dalle rinnovabili deriva da un aumento di capacità dal solare e dall’eolico. Questo incremento deriva principalmente da crescenti investimenti strutturali . Inoltre le abbondanti precipitazioni invernali, hanno contribuito all’aumento di potenza idroelettrica. Questo ha permesso la generazione di 30 miliardi di kw/h di marzo. D’altro canto la generazione di energia dal nucleare in aprile ha toccato un picco negativo mensile da aprile 2014. Tuttavia, la produzione mensile di elettricità nucleare supererà nuovamente le energie rinnovabili nei mesi estivi del 2017 e il computo totale annuale sarà a vantaggio del nucleare.

Un dato non irrilevante è che le energie derivanti da sole, vento e precipitazioni, sono influenzate in termini di risultati dall’andamento della stagione. Il +14% dell’idroelettrico nel 2017 non è detto che verrà replicato nell’anno successivo. Ruolo importante hanno però gli investimenti e la capacità tecnologica di rendere più efficienti gli impianti. Al contrario la produzione netta di energia da nucleare è rimasta sostanzialmente invariata. Le fluttuazioni sono per lo più dovute agli interventi di manutenzione programmati.

Fonte: https://www.eia.gov/todayinenergy/detail.php?id=31932

* EIA = US Energy Information Administration

 

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Fotovoltaico VS Nucleare: 1 a zero

L’ex sito nucleare di Phipps Bend accoglie un nuovo impianto fotovoltaico.

Un progetto significativo almeno dal punto di vista dell’immaginario collettivo. Un segnale forte in un momento in cui negli Stati Uniti, l’energia proveniente da rinnovabili, ha per la prima volta superato quella derivante dal nucleare. Tutto questo rappresenta l’impianto fotovoltaico di Phipps Bend, su un sito di una centrale nucleare mai attiva. Fotovoltaico vs Nucleare, una sfida che va sempre più verso la prima scelta.

Birdseye Energy Renewable con la collaborazione di United Renewable Energy, ha trasformato. la centrale nucleare di Phipps Bend , in Tennesse, in una fattoria solare. A beneficiare del comparto energetico prodotto, la contea di Hawkins. La costruzione del nucleo di Phipps Bend Nuclear Power ha avuto inizio nel 1978. Lo scopo era rivitalizzare l’economia dell’area della valle del Tennessee. L’incidente a Three Mile del 79 e la crescente regolamentazione in materia, fecero desistere l’Autorità dal proseguire la costruzione. Il sito è rimasto abbandonato per oltre 30 anni.

Oggi, quasi 3.000 pannelli solari poggiano sul terreno adiacente l’edificio di cemento inconcluso. Attualmente il sito genera appena 1MW di energia, soddisfando il fabbisogno di circa 100 famiglie. Il sito è comunque in espansione e si pensa che i numeri potranno cambiare sonoramente. Un importante successo e un chiaro segnale in un momento storico importante per la politica energetica statunitense, all’indomani delle scelte dell’amministrazione Trump in merito agli accordi di Parigi.

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Silicon Valley ed energie rinnovabili

L’hub del progresso mondiale si innamora di sole e vento

Silicon Valley ed energie rinnovabili? Un binomio che stupisce ma che sta diventando realtà. Una campagna globale per promuovere l’uso di energia rinnovabile al 100% nel mondo degli affari. Significa che i più grandi protagonisti della Silicon Valley stanno facendo a gara, investendo in energia solare e eolica. Il target è raggiungere il 100% di energia consumata, prodotta tramite rinnovabili.

Google, che ha investito in energia solare ed eolica per un decennio, intende arrivarci entro il 2017. L’obiettivo è di alimentare i 13 data center e gli uffici in 150 città solo tramite rinnovabili. Apple sembra altrettanto vicino. I dati della società riportano che nel 2015 il 93% dell’enegia consumata proveniva da fonti rinnovabili. Probabilmente entro il 2018 anche il colosso della mela riuscirà a raggiungere un obiettivo di sostenibilità 100%. Di fatto le multinazionali più importanti del mondo si stanno sensibilizzabndo a questa tematica, a partire da Facebook, Starbucks, Ikea e Johnson&Johnson.

Silicon Valley ed energie rinnovabili quindi. Un progresso a due fattori. Il grande differenziale potrebbe essere dato però, non tanto dall’acquisto di energie rinnovabili, ma da investimenti. Questi colossi dovrebbero costruire e gestire proprie centrali solari o eoliche per raggiungere l’obiettivo di sostenibilità al 100% in tempi brevi. Così hanno fatto Google e Microsoft. In altri casi il potere di acquisto di questi grandi acquirenti potrebbe incidere sulle scelte delle utilities locali, con benefici anche per la comunità, ma con tempi difficilmente prevedibili. Ai quali si aggiunge l’incertezza del ciclo politico e in questo caso del dettato Trumpiano.