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Fotovoltaico prezzi - Preventivo gratuito

Lo sviluppo del fotovoltaico in Italia

Il rapporto di Legambiente sulle rinnovabili

Legambiente, in collaborazione con Enel e il contributo di GSE, ha pubblicato il rapporto 2017 sui comuni Italiani rinnovabili. E’ un rapporto che ha l’obiettivo di fare un focus sullo stato dell’arte in Italia in merito alle energie pulite. Il rapporto racconta l’andamento sia delle fonti relative all’elettrico (fotovoltaico, eolico, idroelettrico, bioenergie) sia al termico (bioenergie, geotermico, solare e termoriscaldamento). In particolare, per quanto interessa a noi, regala un quadro piuttosto chiaro sullo sviluppo del fotovoltaico.

Lo stato dell’arte delle rinnovabili

L’eccezionalità del rapporto di Legambiente è come strutturato. Per lungo tempo si è creduto che lo sviluppo delle rinnovabili sarebbe avvenuto attraverso grandi impianti. Il rapporto al contrario si focalizza sulle realtà territoriali, sulle eccellenze locali, grazie alle quali siamo fra i primi paesi per incidenza di solare su consumi elettrici. Nonostante un recente rallentamento sulle installazioni, negli ultimi dieci anni l’incidenza delle rinnovabili sui consumi elettrici è passata dal 15 a circa il 35 %.

Sviluppo del fotovoltaico nei comuni italiani

In Italia i comuni con impianti solari fotovoltaici sono 7.978, pari al 100% dei comuni. L’interruzione di alcuni incentivi ha causato una brusca diminuzione delle installazioni annue. Ciò nonostante i MW sono 19.288 e la crescita continua. Il miglioramento delle tecnologie, l’integrazione con impianti di accumulo e pompe di calore in edilizia e i nuovi meccanismi di scambio con la rete elettrica hanno inciso infatti sul fattore produttività.
elettrica. Gli impianti sul territorio sono 731 mila, sono in grado di soddisfare circa il 7% del fabbisogno elettrico nazionale corrispondente a 8 milioni di famiglie. In totale in atmosfera vengono immessi 14,8 milioni di anidride carbonica in meno.

Il fotovoltaico nell’edilizia pubblica

Una solida prospettiva, che può crescere solo se si garantiranno certezze alle famiglie e alle imprese. Sono questi i principali attori del fotovoltaico. Solo 870 i comuni che hanno istallato sui propri edifici i pannelli. Una spinta deve comunque venire dalla res publica, in quanto è necessaria un’integrazione in edilizia. I comuni che hanno introdotto all’interno dei Regolamenti Edilizi Comunali l’obbligo di installazione di pannelli solari fotovoltaici sono 1.037 con l’Emilia-Romagna che guida la classifica. Oltre ad anticipare i requisiti nazionali del Dlgs. 28/2011,  aggiunge  prescrizioni ancora più ambiziose che sommano all’obbligo di 1 kW per unità degli ulteriori requisiti minimi.

Se ti interessa conoscere i prezzi di un impianto fotovoltaico leggi questo articolo

Fonte: “Comuni rinnovabili 2017” Rapporto di Legambiente http://www.comunirinnovabili.it/wp-content/uploads/2017/06/Rapporto_2017.pdf

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Rinnovabili nel mondo: La fine dell’era del carbone

La crescita delle rinnovabili rappresenta il 72% dei nuovi investimenti in energia

Bloomberg New Energy Finance (BNEF) ha reso pubblico NEO, l’outlook 2017. Una previsione economica annuale a lungo termine, del settore elettrico nel mondo. Rilevante poiché BNEF è un’organizzazione di ricerca che aiuta i professionisti dell’energia a generare opportunità. NEO quindi, unisce le competenze di oltre 80 specialisti di mercato e tecnologia, in 12 paesi, per offrire una visione unica di come il mercato si evolverà. Una valutazione che tiene conto delle variazioni e della rapidità delle stesse, per parti di sistema, come il costo, le batterie e la domanda. Quindi qual è la crescita delle rinnovabili nel mondo

“Le fonti di energia rinnovabili sono destinate a rappresentare quasi tre quarti dei 10,2 trilioni di dollari che il mondo investirà nelle nuove tecnologie per produrre energia fino al 2040. Questo grazie ai rapidi crolli dei costi per l’energia eolica e solare, e un crescente ruolo delle batterie, per bilanciare offerta e domanda”. In particolare quindi eolico e solare dominano il futuro dell’elettricità, con il 72% dei 10,2 trilioni di dollari di investimenti. Questi verranno spesi per la nuova generazione di energia a livello mondiale fino al 2040, per impianti eolici e solari.

I costi inoltre, per la generazione di energia green vs carbone, sono in rapida caduta. Il fotovoltaico ha gli stessi costi del carbone in Germania, Australia, Stati Uniti, Spagna e Italia. Ma si prevede che i costi di energia elettrica prodotta con il solare, scenderanno del 66% entro il 2040. Inoltre, anche laddove il costo è ancora superiore, scenderà sotto quello del carbone, in breve tempo (entro il 2021, in Cina, India, Messico, U.K e Brasile). Alla stessa maniera, diminuiranno i costi dell’eolico sia onshore (il 47% entro il 2040) che offshore (71%). Questi risultati sono una conseguenza di turbine più economiche, più efficienti e regimi OPEX avanzati. Dall’altro lato aiutano l’esperienza, la concorrenza e le economie di scala.

Altro fattore estremamente rilevante sono le batterie a basso consumo e di piccole dimensioni. Sono una chiave di volta perché forniscono al sistema la flessibilità necessaria in momenti di picco di domanda. Strettamente legata a questa maggiore flessibilità, è la crescita di share di mercato dei veicoli elettrici. Dall’altro lato, è un presupposto fondante per incentivare la crescente predisposizione dei privati a scegliere il fotovoltaico per le loro case.

Per concludere, è chiaro che l’era del carbone sia conclusa, con la sola eccezione della Cina che arriverà a un picco di investimenti nel 2026, andando poi a scendere anche lì. Il gas naturale sostiene la crescita e i picchi di domanda, garantendo quella flessibilità che le energie alternative ancora non assicurano.

Fonte

BNEF web site